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Elicicoltura e fisco

L’ elicicoltura, quella a ciclo completo, è considerata attività agricola sotto l’aspetto del fisco, in base alla classificazione ufficiale del prodotto “lumache di terra” sulla tabella A, allegata al DPR 633 del 26/10/72.
La loro produzione è di conseguenza “impresa agricola” a pieno titolo, per la quale ci sono diverse tipologie di inquadramento
giuridico-fiscale. Va ricordato che in agricoltura vige il regime agevolato, che non comporta il pagamento dell’IRPEF come nelle altre attività economiche, bensì il reddito è tassato non sul fatturato e sull’eventuale utile, ma sull’estensione in metri quadri o ettari del terreno utilizzato per la produzione.
Il soggetto elicicoltore può essere una IMPRESA INDIVIDUALE o una SOCIETÀ DI PERSONE.
Nel primo caso due sono le possibilità:

    1. PRODUTTORE AGRICOLO (attività minore): (il più diffuso – oltre l’80%) la più semplice posizione, che permette all’ elicicoltore di continuare il proprio lavoro da dipendente, anche di ente pubblico o statale, oppure da imprenditore o professionista negli altri settori. La qualifica va chiesta direttamente all’Agenzia delle Entrate, con l’opzione del “sistema semplificato”, in grado di permettere regolari fatturazioni di lumache vive e derivati (prodotti con il conto terzi) senza limitazioni di importo. Il fatturato annuale deve naturalmente restare nei limiti indicati dalle “Tabelle delle unità foraggere ottenibili”, in rapporto all’estensione dell’allevamento, ma nel campo elicicolo gli spazi sono tuttavia ampi per i ricavi. E’ totalmente sconsigliato il “sistema forfettario” (con minimo di giro d’affari), in quanto non permette di recuperare l’IVA pagata per l’attivazione dell’impianto, dall’IVA ottenuta con le vendite. L’unica incombenza fiscale con il consigliato “sistema semplificato” è l’obbligo di dichiarazione IVA trimestrale e non solo annuale, come avviene con invece il forfettario. Questo inquadramento non permette però all’operatore la possibilità di essere considerato dagli Enti pubblici, titolare della possibilità di fare richiesta o aderire a qualsiasi bando di finanziamenti regionali nel campo dell’agricoltura. La sua è considerata una attività minore e secondaria, a confronto la propria principale e prevalente sul reddito. E’ una posizione fortemente consigliata all’inizio dell’attività, prima di poter definire le scelte finali. Nel caso di soggetto già in possesso di partita IVA individuale, non potendo crearne un’altra, l’unica necessità sarà quella di aprire una finestra specifica per l’agricoltura, indicare I’ATECO corretto e tenere due contabilità e due dichiarazioni IVA separate. Il reddito proveniente dall’azienda principale non sarà cumulato con quello dell’attività elicicola o il contrario.
    2. IMPRENDITORE AGRICOLO a titolo PRINCIPALE (IAP): Questa figura fiscale è adatta alle persone, in particolare a giovani, che non hanno un lavoro subordinato, oppure in proprio, e non hanno ancora alcuna iscrizione all’INPS per l’assistenza pensionistica.
      Naturalmente l’imprenditore agricolo a titolo principale (IAP) avrà l’elicicoltura come attività primaria di reddito, dovrà versare i contributi previdenziali, non potrà esercitare in forma diretta altre attività (commercio, artigianato, industria, ecc.). Questo è l’unico soggetto giuridico, inoltre, che ha la possibilità di presentare richiesta, se possibile, per eventuali contribuzioni finanziarie di natura pubblica (Piani di sviluppo regionale – PSR). Dovrà inoltre dimostrare un reddito sufficiente per la propria attività e, di conseguenza, è la soluzione per allevamenti di grandi dimensioni (1 ettaro e oltre), in quanto l’iscrizione IAP è legata anche alle tabelle regionali delle giornate lavorative utilizzate per le singole produzioni.
    3. SOCIETÀ SEMPLICE in AGRICOLTURA: Un’altra eventuale soluzione nel caso di più persone o soci nell’impresa elicicola. A confronto di altre società di capitali, in quella “semplice in agricoltura” il reddito viene determinato sulla base delle rendite catastali dei terreni in proprietà o in affitto, mai sui fatturati ottenuti. Naturalmente esercita esclusivamente la coltivazione di prodotti presenti nelle tabelle A, allegate al decreto IVA. Questa società è anche estremamente semplice nell’iter di costituzione, non necessitando di atto notarile. É sufficiente un documento che contenga lo statuto della società e l’assemblea di costituzione della stessa, con l’elenco dei soci e relativi dati personali, il nominativo del rappresentante legale, responsabile degli aspetti giuridici e fiscali del gruppo. Con questi documenti si accede all’Agenzia delle Entrate per ottenere la registrazione e il rilascio della relativa partita IVA agricola (costi burocratici molto limitati, nella norma non superiori a € 400/450 in totale)

In base all’esperienza vissuta nel settore possiamo confermare che:

1. Non è conveniente utilizzare altre figure giuridiche per esercitare l’elicicoltura, escluse quelle indicate.
2. Assolutamente non viene consigliata alcuna società di capitali, anche se l’impresa ha intenzione di essere importante nel fatturato. Con altri tipi di società si perderebbero i vantaggi dell’opzione per il regime fiscale agricolo agevolato.
3. La prima indicazione: “produttore agricolo” (impresa minore al reddito principale di un soggetto) è la più diffusa. Oltre l’80% degli elicicoltori italiani ha optato per questa scelta: possono produrre e fatturare quanto vogliono e senza limiti, naturalmente in rapporto alla quantità di terreno utilizzato (tabelle unità foraggere). Possono anche vendere prodotti derivati (conserve di lumache, creme con bava, sciroppi, ecc.) con il sistema della produzione in conto terzi, in quanto il componente base principale di queste referenze è sempre la lumaca o un sottoprodotto della stessa.
CODICI ATECO
I codici di attività relativi al nostro comparto sono principalmente due: per allevamento e relativa vendita produzione e anche derivati “conto terzi” a marchio proprio.
A 014990 = Allevamento di altri animali (compresa vendita conto terzi) u. c.a.
C 10.20.00 = Estrazione di siero e macellazione-lavorazione molluschi

Fonte: www.cocle.it

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